Cielle

Innanzitutto occorre premettere che sono un paio di giorni buoni che mi fanno lavorare e tornare a casa ad orari micidiali; questo determina una rarefazione nel mio uso di internet che puo’ raggiunere, talvolta, il parossismo: ieri, ad esempio (e intanto qua ci starebbe una bestemmia, cazzo, perche’ questa tastiera infame da cui scrivo, non mia, si perde una battuta ogni due. Si Fred, e’ la tua tastiera merdosa wireless che ora te la distruggo a testate) ieri, dicevo, sono tornato a casa e non ho nemmeno estratto il portatile dalla borsa. Per forza, vien da dire, dopo una giornata al pc che voglia hai di riaccenderlo appena arrivi a casa. Cazzate. La voglia c’e', e’ mostruosa perche’ sono dipendente da internet come un eroinomane dal suo spruzzo, ma c’e’ qualcosa di piu’ forte in me: la pigrizia. Infatti estrarre il portatile dalla borsa presupporrebbe estrarne anche i cavi e accessori, svolgerne le matasse, talvolta districarle, giustapporre le prese maschio nel relativo accomodamento femmina, chinarmi sotto il tavolo per infilare una o piu’ spine nella ciabatta (che tengo ingabbiata in un cestino, perche’ solo una cosa e’ piu’ forte della mia pigrizia: l’odio per i cavi vaganti) e quindi, solo allora, poter accendere il pc e tornare nel mio stato naturale: online.

Senza ben chiaro quello che volessi dire quando ho iniziato a scrivere, mi limito a constatare che, in questa situazione di innaturale disconnessione, mi trovo costretto a pensare le cose invece che cercarle su google, e questo ha avuto una conseguenza molto curiosa: devo assolutamente conoscere qualcuno di CIELLE.

Per capire. Per sapere.

Io odio la religione, odio i religiosi, odio la chiesa, odio. Pero’ un recente ed eclatante caso di conversione, da parte di una persona di indiscusso acume, sta facendo vacillare il mio monolitico proponimento di odiare religione, religiosi, ecc. E’ un po’ quel dubbio che quando ci assale ci priva della sacrosanta gioia dello stolto, quella tipo “si e’ cosi’ perche’ si AHAHAHAHAHAHA”.

Insomma io devo SAPERE come avviene. Come succede che uno ad un certo punto dice “ebbene, io amo il signore”. Come avviene che poi si fanno le gite tutti insieme a Roma, con le magliette Turbo Saint, a venerare un vecchio ricchissimo che si affaccia tutte le domeniche alla finestra, bofonchia qualcosa, ma lo fa da dietro ad un enorme leggìo blindato (trasparente per ingentilirne la massa spropositata).

Quasi quasi mi infiltro. Anzi, prima mi leggo la pagina di wikipedia.

E poi una nota a margine: il mio blog attrae quotidianamente visitatori gentilmente instradati da google, e leggono cosa ho da dire sui gravi problemi di affidabilita’ i freni della mia volkswagen polo 1.4. E questo mi da gioia perche’ gli sono gia’ costato moltissimi euri.

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