Pio dorco
Si ma che periodo irritante. E’ davvero irritante soprattutto perche’ non ho piu’ soldi. Il mio assegno non arriva e sto sperimentando frustrazione estrema perche’ mi sconvolge il pensiero, pure ovvio, che un posto grosso e fatto da tante persone che si rimbalzano responsabilita’ si puo’ permettere di non pagare mentre io, quando vado all’esselunga a comprare le barrette enervit e il pane del mulino bianco (che poi mangera’ Fabione) devo pagare immediatamente.
Gia’ mi sento rivolgere tanto sdegnose quanto telefonatissime obiezioni quali “benvenuto nel mondo vero” o “che scoperta del cazzo”; o anche “non rompere i coglioni e chiedi i soldi al papi”; o la gettonatissima “se volevi un mondo giusto dovevi iscriverti a cielle”. Beh, non mi interessa affatto. Il mio sdegno e’ grande e se io fossi nei panni dell’Universita’ di Milano-Bicocca starei molto anzi moltissimo attento a non farmi incazzare, perche’ alla volkswagen sono ancora li che guardano attoniti e disperati il grafico della mostruosa flessione di vendite di vollkswagen polo 1.4 in Italia, a seguito di una misteriosa e devastante opera di controinformazione: si narra che alcuni top manager vegetino da settimane, raggomitolati in posizione fetale negli oscuri recessi sotto massicce scrivanie in mogano della foresta nera. Membri del CDA non hanno retto lo stress e sono impazziti, e ora vagano senza meta per gli uffici del top management in cerca del terribile misterioso “giaq”, nome che ripetono ossessivamente, con un filo di voce, sbavando dagli angoli della bocca mentre le segretarie, spaventate, cercano di riaccompagnarli nei loro uffici mormorando inutili parolo di conforto.
Quindi secondo me la cosa piu’ conveniente per tutti e’ che il mio assegno venga recapitato quanto prima.
Certo, se poi arrivasse anche la primavera, non mi venisse il mal di gola che invece sento nascere, impostassero un paio di centrali nucleari, arrivassero gli zombie, beh, sarebbe un mondo perfetto.

Però se non scrivi non vale. Non sei più un bloggher. Tiè.
sono stato molto malato, marta. ora torno. e poi che c’entra la pressione creativa e’ incostante per sua stessa natura