Il mattino ha l’oro in bocca

Oggi ho fatto un’esperienza orribile: ho steso due lavatrici di roba. Spero di non doverlo rifare mai piu’, e’ stato un po’ come morire.

E comunque sto’ (stiamo) degenerando. L’anima della nostra casa non viene da due settimane per legittimi problemi familiari, e qua sembra Omaha Beach dopo lo sbarco. Se dovessi esprimere un desiderio, ora come ora, il secondo sarebbe di certo qualcosa tipo “diventare umano” perche’ ammiro incondizionatamente chi e’ capace di badare a se stesso, chi e’ in grado di andare a fare le pratiche per la dichiarazione dei redditi, chi sa andare dall’oculista a farsi prescrivere gli occhiali prima di diventare completamente cieco.

Mi fa cagare non essere in grado di sistemare casa, di mettere via la roba nei cassetti, di fare la spesa con regolarita’, di stendere il bucato quando la lavatrice finisce e non quando da dentro la cesta provengono, inequivocabili, suoni da stagno tipo stormire di canne, gracidio di rane, ronzii di libellula e similari.

Pero’ poi penso che le persone ordinate e metodiche paghino a carissimo prezzo il loro dono (perche’ si, di dono si tratta). La mia grande consolazione e’ questo pensiero da me stesso messo a punto: l’ambiente in cui si vive, e le proprie abitudini, non sono altro che una manifestazione della propria vita interiore. Spero che nessuno abbia da obbiettare fin d’ora perche’ senno’ non ne usciamo, ma soprattutto perche’ e’ ovvio che e’ cosi’. Comunque, dato per buono questo passaggio, si puo’ aggiungere che la disposizione che diamo a cio’ che ci circonda non solo e’ manifestazione, ma e’ rappresentazione della nostra interiorità. Ora, esistono solo due tipologie di persone che possono rappresentare la propria dimensione interiore in modo ordinato e con gesti precisi e meticolosi:

  1. Idioti. Il casino tumultuoso che tempesta al loro interno gli e’ celato perche’, semplicemente, non lo capiscono. Quello che mettono in scena all’esterno sottoforma di mobili lucidi e dispense ben organizzate e’ la loro limitata visione di se stessi e, quindi della vita.
  2. Vili. Cio’ che scorgono di se e’ un fottuto casino, e lo sanno. E ne hanno paura. E quindi inscenano l’ordine come chi guarda solo il telegiornale di chi la pensa come lui. Spesso prima o poi finiscono per credere, e si trasformano in individui del punto 1

Bene, credo che sia ben detto e convincente, e io posso tranquillamente non fare la spesa per un altro paio di settimane.

Un commento

  1. margottolina
    Inviato Maggio 20, 2008 alle 8:24 am | Permalink

    E quelli che sono ordinati dentro – ordinati fuori non esistono?
    Bela la cosa della manifestazione/rappresentazione. Epperò normale che davanti ad una manifestazione (nna merda di camera/casa) subentri un occhio esterno (dentro di noi) che la visualizza come rappresentazione. E allora la confusione diventa una scelta di rappresentazione, o per lo meno la rappresentazione/manifestazione della tua capacità di domarla oppure no. Molto complicato, I know.


Pubblica un Commento

La tua email non verrà mai pubblicata o diffusa. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*