Sono molto contento perche’ dopo circa un anno che non mi muovo da Milano nel week end, quando decido di farlo la natura decide di mostrare che un cambiamento climatico e’ EFFETTIVAMENTE in atto e che EFFETTIVAMENTE l’Italia sta diventando un paese tropicale e quindi che EFFETTIVAMENTE abbiamo anche noi qualcosa di simile a una stagione dei Monsoni.
Parto venerdi’ notte e trovo uno dei peggiori (e persistenti) temporali della storia, ritorno sabato notte e trovo uno dei peggiori temporali della storia.
Dico solo che ho dovuto affrontare le seguenti calamita’ naturali:
- Pioggia Parossistica. La terza velocita’ del tergicristallo, quella che non si usa mai e che quando la attivi per sbaglio fa ridere e scuote tutta la macchina, quella posizione estrema della leva sconosciuta ai piu’, beh, e’ stata il leitmotiv di entrambi i tragitti. E non vedevo comunque un cazzo.
- Albero Caduto in mezzo alla superstrada. E noi pochi audaci viaggiatori costretti a girarci intorno con il tetto della macchina lambito dai rami, dicendo a se stessi che tutto cio’ e’ incredibile e “pensa se cadeva mentre passavo”.
- Gente che Aveva Paura di Uscire dalla quiete della galleria e rigettarsi in quel fottuto inferno, tipo “no! ho detto NO! IO NON CI TORNO IN QUELL’INFERNO! NON CI TORNO IN QUELL’INFERNO! ANDATECI VOI A MORIRE IO RESTO QUA LASCIATEMI QUA HO DETTO NON V..” dopodiche’ in genere il personaggio del film sul vietnam muore. Invece nella galleria qualcuno ha suonato il clacson con noncurante disprezzo e tutte le macchine ammucchiate pavidamente sul limitare della stessa, con le loro quattro brave frecce lampeggianti, e i relativi guidatori pusillanimi che guardavano fuori impauriti (io ero tra quelli) si sono riscosse come riportate alla realta’ e, una alla volta, timidamente ma con ritrovata fierezza, si sono gettate di nuovo nella furia degli elementi.
- Pozzanghere tipo “Mosè”. Quando ci cadi dentro a 120 all’ora scopri che sotto di te non ce’ piu’ asfalto ma acqua. E non solo sotto di te, denoti con sgomento, ma anche ai due lati della macchina come le pareti del mar Rosso domato dall’intercessione divina. Attimi di panico perche’ avrei umilmente dovuto sterzare per evitare il guardrail in rapido avvicinamento, ma quando delicatamente azionai lo sterzo e questo non sorti’ nessun tipo di effetto (sensazione simile la provavo spesso da piccolo sulle giostre, dove c’erano le automobiline con il volante che girava a vuoto. Umiliante anche per un bambino di 3 anni. E psicologicamente insidioso) pensai che forse ero morto e quindi bestemmiai, per coerenza. Poi vabe’, la mia infinita perizia di guida e il mio proverbiale sangue freddo hanno fatto il resto e non sono morto.
- Tiro dell’Artiglieria da Campo degli Uomini di Neve. Gigantesche palle di ghiaccio hanno iniziato ad abbattersi tutto intorno a me. Qui non c’era scampo, non potevo cavarmela schivando, cosi’ mi sono nascosto sotto un cavalcavia molto robusto.
Un week end fighissimo.

2 commenti
Quindi stai rivedendo la tua critica al surriscaldamento terrestre (http://giaq.wordpress.com/2008/03/21/riscaldamento/)? Me ne compiaccio.
No io non rivedo. integro.