The Mist: Alto Catastrofismo

Ho visto The Mist con un nutrito gruppo di amici. Non e’ piaciuto a nessuno tranne tre. A nessuno nella sala, intendo, a parte me e altri due. Una e’ Marta, l’altro non lo nomino perche’ non ha un blog e quindi non esiste.

Io penso che si tratti di un bel film, ancorche’ affetto da forti limiti dati dall’amore per gli americani per le conversazioni banali tra gente ritardata. E’ un loro problema, non ce’ niente da fare. A loro piace molto discutere a lungo e in modo circostanziato su questioni ovvie che un qualunque europeo liquiderebbe con un “sono d’accordo, anche perche’ fondamentalmente non me ne fotte un cazzo”. Loro no, prendete un qualsiasi aspetto totalmente insignificante della vita, come ad esempio il diametro medio delle ciambelline Cheerios e quelli ti scrivono un libro che sviscera minuziosamente la questione, in ogni suo aspetto. In sostanza sono dei ritardati ben informati, e le sceneggiature dei loro film riflettono questo aspetto. Quidi ecco, i dialoghi di tanto in tanto fanno davvero cadere i coglioni ma questo non ha nessuna importanza perche’ il film e’ bello lo stesso: ci sono dei mostri orribili, declinati in tutto lo spettro del disgustoso, dall’insetto schifoso la cui puntura porta a orribile morte, ai ragni giganti che sparano ragnatele corrosive, alle bestie gargantuesche il cui verso mette alla frusta, come si conviene, i subwoofer del cinema. C’e’ la componente catastrofica, con la gente intrappolata nel supermercato e isolata dal mondo, che deve trovare un modo di sopravvivere contro una natura finalmente ostile: niente piu’ problemi di parcheggio o di semafori rossi, no, finalmente ora si rischia che una bestia schifosa e tentacolare si cibi del tuo cervello per sfizio. Questa e’ vita vera.

Ma poi, inaspettatamente, ce’ il dramma umano che di soppiatto emerge dalla massa gelatinosa di un film che dopo 4 scene hai condannato con un “Porco *** ho buttato 7 euro”. Ed e’ assolutamente godibile, se gli si concede un po’ di indulgenza. E’ bello perche’ e’ un film spietato, cattivissimo e piuttosto – diciamo – pessimista sulla natura degli esseri umani e sulla loro possibilita’ di contare piu’ di un cazzo a questo mondo. Ci dice che merde siamo e merde resteremo, indpendentemente da propositi, forza, intenzioni.

Ma il messaggio davvero importante del film non e’ questo, questo gia’ lo sapevamo. Il vero importantissimo insegnamento e’ che bisogna sempre e comunque, qualsiasi cosa accada, essere provvisti di un fuoristrada e di una pistola. Inutile dire che sono d’accordo su tutta la linea.

Ah, beh, e poi hanno usato un pezzo dei Dead Can Dance.

4 commenti

  1. margottolina
    Inviato Ottobre 21, 2008 alle 8:37 pm | Permalink

    Non è vero che i dialoghi erano inutili, secondo me servivano addirittura a rendere più grottesca la situazione..perché tu pensi proprio “cazzo ma non rispondere!” o cose del genere e invece loro lo fanno.

    La cosa che aveva turbato un po’ il mio gusto era la rappresentazione dei tentacoli del primo mostro, ma poi ripensandoci gli da quel tocco da B-movie che forse così mi piace ancora di più.

    Il mio problema col film è che non ho ancora capito chi è che aveva ragione alla fine. Non per altro. Solo per sapere chi seguire in una situazione del genere…

  2. giaq
    Inviato Ottobre 21, 2008 alle 8:52 pm | Permalink

    Ma no Marta, non volevo dire che erano inutili. Intendevo solo che gli americani hanno il vizio di dare quel taglio bambinesco e artificioso alla maggior parte dei dialoghi della maggior parte dei film che producono. Che poi comunque l’effetto sia risultato godibilissimo e’ un altro discorso.
    La ragione secondo me parla per bocca della pazza, quando dice che “l’uomo con la sua arroganza e il suo individualismo finira’ alla rovina”. E in effetti.

    Se vuoi un consiglio su quale jeep comprare posso aiutarti, comunque.

  3. fred
    Inviato Ottobre 22, 2008 alle 1:19 pm | Permalink

    è vero i tentacoli all’ìnizio sono proprio da B movie.. volevo dirlo e me l’ero dimenticato! brava marta..
    La ragione sapete chi ce l’ha?
    lo volete sapere?
    lo volete sapere?
    la donna coi bambini all’inizio.. l’unica che chiede un pò di umanità e le viene negata.. l’unica che corre dai suoi cari.. come farei io.
    giacomo invece si armerebbe fino ai denti salvo poi farsi venire un’attacco di strizzone alla prima zanzara.. e arrivederci..

  4. giaq
    Inviato Ottobre 22, 2008 alle 1:36 pm | Permalink

    Tu non potresti correre da nessuna parte. al limite “zampettare verso”.

    E cmq non sono d’accordo, quella non chiede umanita’. Quella deve tornare dai suoi figli in una situazione di morte sicura e chiede a qualcuno di morire con lei. Io non solo avrei rifutato, l’avrei anche picchiata.

    Il fatto che la donna si salvi e’ un ulteriore esempio dell’ironia della sorte e dell’impotenza dell’umana specie, piccola e cieca ma tracotante, e non un’indicazione della strada da seguire poiche’ la sua salvezza e’ stata evidentemente dettata dal solo culo. La casa del protagonista infatti e’ stata attaccata e il suddetto, se fosse tornato subito di corsa dai suoi cari come suggerisci, sarebbe egualmente morto.


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